Foto con scrittura vita nel parco

“UNA GIORNATA A LONGOBUCCO”

Tra i primi territori della Calabria per estensione territoriale (circa 21mila ettari), Longobucco è uno dei principali comuni appartenenti al Parco Nazionale della Sila. Un piccolo borgo immerso nell'incantevole Sila Greca e Sila Grande tra monti, fiumi e laghi che ospitano innumerevoli specie animali e vegetali.


Foto Animale a longabucco


Programma

Arrivo ore 9 – accoglienza in piazza Matteotti; escursione nel sentiero storiconaturalistico
“Via delle Miniere”.
Ore 12:30 - aperitivo nelle tipiche osterie longobucchesi
Ore 13 - pranzo presso la trattoria “La Campanara”
Ore 15 - visita Santuario Mariano e Torre Normanna
Ore 16 - visita alla mostra d’Artigianato tessile

Quota di partecipazione: - Per gruppi inferiori a 5 persone: € 22
- Per gruppi da 5 a 15 persone € 18
- Per gruppi superiori a 15 persone € 15
La quota comprende: guida naturalistica certificata (AIGAE); aperitivo in osteria; guida d’Arte tessile; pranzo in trattoria

CURIOSITA’

...il sentiero “VIA DELLE MINIERE”
Lipinsky afferma: “come la fortuna di Atene era legata alle miniere di Laurion, quelle di Sibari a
Longobucco”. Secondo alcuni studiosi, tra i quali Tommaso Bartoli, le radici di Longobucco risalgono all'epoca della Magna Grecia, tanto da identificare Longobucco all’antica città di Temesa o Tempsa, l’antico centro urbano di cui parla Omero nell’Odissea, ipotesi derivante dalla presenza di miniere d’argento lungo il fiume Manna. Il territorio di Longobucco era ricco di pozzi minerari, tra i quali primeggiava la galena argentifera (a galanza in dialetto longobucchese) estratta e lavorata dai Sibariti, Crotoniati e Romani per la coniazione delle proprie monete. I primi documenti relativi all’estrazione dei minerali risalgono al XII secolo, quando l’ Imperatore, Enrico VI, inviò Pietro di Livonia, per sovrintendere all’estrazione del prezioso minerale. Persino Gioacchino da Fiore si recò a Longobucco per la lavorazione di alcuni calici. Nel 1506 le miniere, “le principali dell’intero Regno”, furono concesse a Galeazzo Caracciolo di Napoli. Nel 1566 l’Argentera ritornò sotto la giurisdizione della Regia Corte. Lo sfruttamento delle miniere proseguì, più o meno intensamente, sino al 1783. Accanto al centro abitato è stato realizzato il sentiero storico- naturalistico “Le Via delle Miniere”. Percorrendo il sentiero è possibile ammirare le cave delle miniere d’argento, inoltre tabelloni fotografici illustrano come avveniva l’estrazione e la lavorazione della galena argentifera.                                                             


… SANTUARIO MARIANO E TORRE CAMPANARA

Tra i beni storici e monumentali di Longobucco spiccano la Chiesa Matrice e la Torre Normanna.
La Chiesa Matrice, dedicata a Santa Maria Assunta, risale al XII secolo e dal 1960 diviene Santuario
Mariano. La facciata è in pietra nera con decorazioni in parte barocche, in parte d’impronta romanica.
L’interno della chiesa matrice è uno scrigno di opere d’arte. L’interno è decorato in stile barocco settecentesco. L’altare maggiore è in marmi policromi, instile barocco napoletano, opera degli abili scalpellini di Rogliano (CS). Di pregio sono le opere del Settecento in legno create dagli intagliatori di Serra San Bruno (VV): il coro dietro l’altare maggiore, la sagrestia, il paravento della porta principale, il maestoso pulpito, i confessionali ed il solenne organo del XVIII sec. Le opere pittoriche sono rappresentate dalle tele degli altari laterali e da due grandi affreschi del coro, ispirati a modelli umani longobucchesi: “la Natività” e “l’Adorazione dei Magi”, eseguite entrambe da C. Santanna da Rende (CS). In sagrestia si trova l’Argenteria del XVIII secolo, realizzata utilizzando il minerale locale, e gli
antichi registri parrocchiali restaurati recentemente. Accanto alla Chiesa Matrice si erge il vero e proprio simbolo di Longobucco: la Torre Campanara, chiamata dagli abitanti “U Pupulu eru Campanaru” (Campanaru sta ad indicare piazza Matteotti situata sul Costruita nel XII secolo come torre di avvistamento e di difesa contro i Saraceni e trasformata successivamente intorno al 1700, in campanile. Alta 32 m, si presenta a corpo quadrangolare eseguita con murature in blocchi squadrati di tufo a vista, poggiati su un basamento di grossi ciottoli di granito.

 … LE OSTERIE LONGOBUCCHESI

Inoltrandosi nelle viuzze troviamo le osterie, le cosiddette Cantine. Nella zona sono molte famose per
l’atmosfera nella quale si è sicuri d’imbattersi: qui potrete assaporare non solo u sciannichiaddù (tradizionale bicchiere di vino) ma scoprire l’ospitalità che ha sempre contraddistingue i longobucchesi.
Le Cantine longobucchesi vengono indicate con i nomi o soprannomi dei loro proprietari: “a dua Sarbaturu” o “Pascqualicchiu” (da Salvatore o Pasquale), “a dua Cicciu”, “a dua Pignata”.

 … L’ARTE DELLA TESSITURA

Longobucco è una delle poche realtà territoriali in Calabria dove ancora oggi si continua a lavorare sugli
antiche telai a mano. Nota fin da tempi remoti per la lavorazione di pregiatissimi copriletti ed arazzi, l’Arte della tessitura di Longobucco viene lodata da vari folcloristi (G. De Giacomo, Padula, R.Corso) che, avventurandosi nel piccolo borgo silano, lasciano preziose tracce dello splendore della tessitura in tempi remoti, lodando disegni/motivi e colori che contraddistinguono una forma d’artigianato tessile singolare, non solo della Calabria ma dell’intera penisola italiana.
Peculiarità del tessuto realizzato sul telaio longobucchese è la modalità con cui lo stesso viene lavorato, infatti il disegno/motivo realizzato sul tessuto non è un semplice ricamo ma una parte dello stesso tessuto. I tessuti di Longobucco parteciparono all'esposizione di Roma del 1921/23/24/25. Nel 1929 a Barcellona conquistano la medaglia d'argento, e nel 1930 conquistano la seconda medaglia d'argento a Milano.
Una canzone popolare canta le coperte di Longobucco come le più belle, così belle che superano la
bellezza del sole!:
“Cuverte chi nun hannu li mercanti;
bellizze chi nun ha mancu lu sulu.
Haju giratu da Napuli avanti,
Cuverte cume cchiste un ci nna sunu”.
(Coperte che non hanno i mercanti; bellezze che non ha neanche il sole. Ho girato da Napoli in sopra,
coperte come queste non ci sono).                            


INFO: WWW.VITANELPARCO.IT / WWW.TESSITURALONGOBUCCO.IT
CELL: 3392717490 - TEL 3392717490 EMAIL This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Responsible itinerario: dott.re Francesco De Simone