| I luoghi interessati dalla produzione pittorica |
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a cura della dott.ssa Anna Cipparrone Antonello Gagini, Mattia Preti, Cristoforo Santanna: i luoghi interessati dalla produzione pittorica del Cavalier Calabrese e di Cristoforo Santanna e la circolazione delle opere del Gagini MATTIA PRETI (1613-1699)
Nel museo si conservano numerose tele di Mattia Preti. Nessuna di esse fu di commissione cosentina, ma le tele furono acquistate nella la maggior parte dei casi dallo Stato affinché formassero il primo nucleo della collezione destinata a questo museo Nazionale. Di particolare interesse sono da considerare Sofonisba che riceve la coppa di veleno, soggetto che l’artista ha duplicato diverse volte; Ercole che libera Prometeo ed Ercole che libera Teseo, tra le rare rappresentazioni di soggetto profano nella sua produzione; il Corredo ; S. Sebastiano, proveniente da una collezione privata napoletana; il Noli me tangere e il San Marco evangelista.
All’interno del museo civico di Rende si conservano alcune tele dell’artista tavernese. Il Soldato, acquistato dal museo sul mercato antiquario romano nel 1983, raffigura un alabardiere nell’atto di contare alcune monete sul tavolo. E’ considerata tra la produzione giovanile del pittore tavernese. Inoltre si possono ammirare la Sepoltura di S. Andrea, acquistata sul mercato antiquario americano nel 2000 e il Sinite parvulos venire ad me.
All’interno della chiesa cinquecentesca sono conservati numerosi dipinti del pittore tavernese eseguiti negli anni ’70 del XVII secolo. Nel 1861 per la cappella di San Sebastiano si fece arrivare da Malta una tela del Preti rappresentante il Santo. Negli anni ’60 viene portata la tela con la Madonnna della Purità del Preti, commissionata dalla famiglia Poerio e conservata nella vicina chiesa di S. Nicola. Del Cavalier Calabrese si conservano inoltre il Martirio di S. Pietro di Verona; il Miracolo di San Francesco di Paola; il Martirio di San Sebastiano; l’Eterno Padre benedicente; il Redentore infante; il Cristo fulminante; la Madonna del Rosario; la Crocifissione; la Madonna degli Angeli e la Madonna del Carmelo, provenienti dalla chiesa dei Cappuccini e la Predica di San Giovanni Battista. Del 1668 è la commissione a Mattia Preti del Patrocinio di Santa Barbara. Probabilmente nella seconda metà del XVIII secolo venne trasportato qui il Battesimo di Cristo di Mattia Preti precedentemente conservato nella chiesa di San Giovanni Battista. Sugli altari sono conservate opere di Mattia Preti tra cui la Trinità dolente tra Santi; la Madonna di Loreto tra Santi; la Presentazione di Gesù al tempio; il Battesimo di Cristo.
All’interno del museo è dedicata all’artista un’intera sala. Qui si conservano un disegno a matita su carta firmato “Calabrese” e acquistato recentemente a Londra. Si conservano inoltre importanti opere come Sisara e Jaele, acquistata dalla Regione Calabria nel 1983 e donata successivamente alle collezioni del museo; il San Sebastiano; il bozzetto per la cupola della chiesa di S. Biagio a Modena raffigurante i Santi Pietro e Paolo e la Madonna degli Angeli tra S. Michele Arcangelo e S. Francesco d’Assisi.
La chiesa di Santa Maria della Sanità, meglio conosciuta dai sangiovannesi, come chiesa della “Cona” (dal nome di uno dei quartieri più antichi del paese), fu costruita nel 1678. L’interno della chiesa è a tre navate, quelle laterali molto ridotte. Nel soffitto della navata centrale l’affresco l’Incoronazione di Maria del pittore Cristoforo Santanna.
All’interno del Santuario dell’Ecce Homo si conserva una statua in marmo del 1504 della Madonna con il Bambino opera di Antonello Gagini, così come testimonia l’incisione. Alla statua è attribuito un miracolo ricordato da una tela del 1877 posta dietro l’altare.
Sulla facciata è presente una nicchia che contiene una statua cinquecentesca della Madonna col Bambino, attribuita alla scuola di Antonio Gagini.
Nel Museo Diocesano di Lamezia Terme, a Nicastro inaugurato nel 1998 troviamo esposti in una sala del museo un olio su tela raffigurante La Trinità dolente, di Francesco Colelli attribuiti al Colelli e a Cesare Costanzo sono anche due oli su tela di forma triangolare, raffiguranti San Marco e San Matteo.
Nel Museo di arte sacra “Silvestro Frangipane” a Zagarise inaugurato nel 1996, troviamo esposti nello spazio centrale della sala espositiva 14 tele raffiguranti la Via Crucis attribuite a Francesco Colelli. |