Come appena accennato, un posto di primaria importanza è rivestito dal lupo (Canis lupus). Dal 1991 è in atto uno studio volto ad accertare la consistenza numerica delle popolazioni di lupi nelle tre zone parco ed a valutare le potenzialità dell'ecosistema. La presenza del lupo è stata valutata in alcune decine di esemplari e, accertate le cause del decremento di popolazione avutosi negli anni 70-80, si stanno impostando i piani di riqualificazione ambientale per ricostituire i vari anelli della catena alimentare e stabilizzare così le presenze faunistiche.

Foto Lupo

Il lupo (foto sopra) è stato sempre oggetto di caccia da parte dei pastori a causa dei danni che provoca al bestiame domestico. Gli assalti alle mandrie ed ai greggi sono motivati, nel corso di questo secolo, dalla progressiva scomparsa delle principali prede selvatiche del carnivoro: il cervo ed il capriolo.

 Il lupo nel Parco Nazionale della Sila

Per ristabilire l'equilibrio naturale e diminuire il rischio di contatto tra il lupo ed il bestiame domestico, quindi, indirettamente con l'uomo, la direzione del Parco avviò negli anni '70, anche un progetto di ripopolamento del capriolo e nel 1989 di reimmissione del cervo nelle aree silane. Per i due grandi ungulati l'attuale situazione è senz'altro positiva. Dall'azienda faunistica "Golia S. Michele", in Sila Grande, è stato riammesso in libertà il capriolo che attualmente è diffuso su tutto l'altipiano silano. Manca in Aspromonte, dove, tra l'altro, l'orografia estremamente accidentata rende poco agevole il pascolo.

Foto Cervi



Il cervo (foto sopra) sarà riammesso in libertà non appena le presenze all'interno della zona di ambientamento saranno sufficienti a coprire con continuità il fabbisogno numerico delle aree libere. Anche in questo caso il programma non interesserà l'Aspromonte che mal si adatta a questa specie.

 Il cervo nel Parco Nazionale della Sila

 Il capriolo nel Parco Nazionale della Sila

La situazione si inverte quando si parla del cinghiale. Quest'altro grande mammifero è estremamente numeroso nella zona meridionale del parco dove trova l'optimum nelle vallate scoscese e ricche di castagni ed essenze quercine, abbondante anche in Sila Piccola, presente con sporadici esemplari in Sila Grande, dove la natura del bosco a dominanza assoluta di pino laricio ad alto fusto non offre buon rifugio ed adeguata alimentazione. Molto numerosa è la rappresentanza dei piccoli carnivori, presenti ugualmente in Aspromonte ed in Sila. Partendo dalla importante presenza del gatto selvatico, troviamo anche il tasso, la volpe, la faina, la puzzola, la donnola e la martora che rappresenta il maggior nemico di un altro simpatico ospite del parco: lo scoiattolo (foto sotto). La specie presente nel parco, ed in generale nell'Italia meridionale è diversa da quella conosciuta nel resto d'Italia e d'Europa. Presenta un caratteristico manto nero con il ventre ed il petto bianco e le dimensioni del corpo e della coda maggiori rispetto agli altri scoiattoli. Nel dialetto locale è conosciuto come "zaccanella" o “zaccanedda" per la sua vivacità.

 Lo scoiattolo nel Parco Nazionale della Sila

Foto scoiattolo

Altri roditori presenti nel parco sono il ghiro, il quercino, il moscardino, topi selvatici e toporagni ed il driomio. Quest'ultimo è estremamente raro e diffuso esclusivamente in alcune zone della Sila Grande, dell'Aspromonte e del Pollino. Si tratta di una specie estremamente simile al ghiro, di cui ricalca le abitudini. È più piccolo e si differenzia dal ghiro per la mascherina nera e dal quercino per la coda pelosa ma di colore uniforme.