Il Trenino della Sila non è un treno comune. Fu un treno progettato per introdurre turisti e turismo in «una regione da organizzare nella regione»; un mezzo pensato come strumento che, attraversando un territorio di già suggestiva unicità, lo avrebbe trasformato in «una delle più feconde, delle più prospere, delle più belle zone della penisola», un treno insomma che avrebbe ravvicinato e messo in relazione genti e luoghi della Sila viaggiando all'interno del paesaggio silano.

trenino del parco


Nata dunque come piccola ferrovia a scartamento ridotto, che nel progetto iniziale avrebbe dovuto congiungere Cosenza al porto commerciale di Crotone, necessariamente ridimensionata, fu organizzata su due assi ferrati: l'uno da Cosenza a Catanzaro, l'altro da Cosenza a San Giovanni in Fiore.

Inutile dire quanto impegnativa e corposa sia stata la sua realizzazione – basti pensare alla ridotta strumentazione dell'epoca rispetto a quella dell'avanzata tecnologia odierna – cert'è che dal 1916 al 1956, a tappe diverse, maestranze tenaci e vigorose resero percorribili i circa cento chilometri della Cosenza-Catanzaro ed i settanta circa della Cosenza-San Giovanni in Fiore.


E se oneroso fu l'impegno costruttivo, altrettanto oneroso si è rivelato nel tempo il mantenerla. Quell'efficientismo delle Ferrovie Calabro-Lucane, portato avanti dalle Ferrovie della Calabria, oggi continua. Su carrozze recuperate alla storia, con restaurate locomotive a vapore – vecchio vanto dell'industria meccanica degli anni Venti-Trenta – lungo tutto il corso dell'anno, con plurime corse giornaliere, il «trenino» della Sila continua a garantire pendolarismi occupazionali, corse verso i luoghi dello sci, percorrenze straordinarie dirette in particolare ad un pubblico desideroso di recuperare nel viaggio le atmosfere pacificate di un habitat davvero ancora straordinario, al ritmo cadenzato dalle sonorità delle vecchie, indistruttibili traversine di legno.

per informazioni: www.trenodellasila.it